Motivazione: via dal dolore o verso il piacere?

Se la motivazione è il “motivo dell’azione”, si comprende subito la sua importanza quando si parla di cambiamento.

Non si può cambiare se non si mette in atto un’azione appropriata, diversa da quelle precedenti. Ma un comportamento viene cambiato con un’altro solo se vi è un motivo sufficiente.

Cos’è che può aumentare la motivazione a cambiare?
Cosa può condurre una persona a cambiare un comportamento?

Riuscire a capirlo è indispensabile per il consulente, perché solo cambiando comportamento, il cliente metterà in moto il meccanismo necessario al raggiungimento del suo obiettivo.

Follia è fare sempre le stesse cose aspettandosi risultati diversi.
A. Einstein

La risposta sta proprio nell’accendere una motivazione, che altro non è se non l’energia propulsiva per poter cambiare le proprie azioni, la miccia che fa esplodere la necessità di un comportamento diverso.

Se dentro di noi non c’è spinta motivazionale, nulla muterà perché non cambieremo alcun comportamento.

Nel Modello Strategico di Problem Solving e Coaching vi sono due tecniche, in particolare, che consentono alla persona di avere subito a disposizione l’energia necessaria all’azione, al cambiamento:

  • la tecnica del “come peggiorare”
  • la tecnica dello “scenario oltre il problema”

Il limite estremo della grandezza dei piaceri è la rimozione di tutto il dolore. Dove sia il piacere, e per tutto il tempo che vi sia, non vi è posto per il dolore fisico, o dell’anima, o per l’uno e l’altro insieme.
Epicuro

Il grande filosofo aveva intuito che l’essere umano è mosso da due grandi forze:

  1. allontanarsi dal dolore
  2. dirigersi verso il piacere

Sono queste due, infatti, le principali energie che spingono all’azione, le motivazioni fondamentali.

Come attivare il “motivo dell’azione” con il Modello Strategico?

Attraverso la tecnica del “come peggiorare” si può indurre il cliente a scovare quali comportamenti, invece di risolvere, peggiorerano il problema.

In altre parole, quali sono i pensieri e le azioni che sicuramente porterebbero la persona a fallire nel suo intento. Così, evidenziando i comportamenti “disfunzionali” si mette automaticamente il cliente nella condizione di allontanarsi, di fuggire da questi “dolori”.

Con la tecnica dello “scenario oltre il problema”, al contrario, il consulente chiede alla persona di anticipare mentalmente tutte quelle situazioni future che rappresentano il raggiungimento dell’obiettivo.

Così facendo il cliente sperimenta una realtà in cui è possibile vivere senza il problema. Inoltre, incrementa spontaneamente la motivazione che lo guida verso il piacere (dato dal raggiungimento dell’obiettivo).

La motivazione, in conclusione, è quell’energia che ci spinge a trasformare in comportamenti i nostri desideri di cambiamento.

Ci sono tre grandi cose al mondo: gli oceani, le montagne e una persona motivata.

W. Churchill

Autore

Redazione “Nardone & Partners”